Lenin Mancuso

Lenin Mancuso (Rota Greca, 6 novembre 1922 – Palermo, 25 settembre 1979) è stato un poliziotto italiano.


Descrizione

Nasce il 6 novembre del 1922.
Il padre, un socialista libertario, aveva scelto quel nome come gesto di sfida al dilagare del Fascismo. Lenin era nato, infatti, pochi giorni dopo la marcia su Roma voluta da Mussolini e che aveva segnato l’inizio della dittatura fascista nel nostro Paese.
Mancuso è il maresciallo della squadra mobile assegnato alla scorta del magistrato, era entrato in Polizia nel 1943. È lui l’uomo seduto al lato passeggeri della Fiat 131 nella quale furono barbaramente trucidati con 30 colpi di fucile e pistola dai killer di Cosa Nostra.
Lenin trascorre tutta la sua vita alla Squadra mobile di Palermo, diventando un po' la memoria storica della guerra contro la mafia. Ed è Palermo che si innamora e si sposa, crescendo tre figli, Antonietta, Carmine e Franco. É un uomo alto, bello, quasi una star del cinema. Ma era soprattutto un uomo onesto ed è proprio questo senso di giustizia e di onestà a legarlo in modo profondo al giudice Terranova.
È lui il collaboratore di Terranova quando, nel 1971, l’allora Procuratore di Marsala si occupò delle delicate indagini sul caso del Mostro di Marsala. Una vicenda tragica, che aveva visto la morte di tre bambine e che richiamò l’attenzione dell’opinione pubblica di tutta Italia.
È lui che, con il trasferimento a Palermo, si trova a respirare l’aria pesante di una città squassata dalla violenza della mafia.
È nella condivisione di questi percorsi che il rapporto tra Mancuso e Terranova diventa ogni giorno più intenso, più profondo, più stretto. È un rapporto fatto di una incrollabile stima e di una sincera fiducia reciproca. Sono amici prima che in qualche modo colleghi di lavoro. E come amici vengono riconosciuti.
Il 1979 è l’anno in cui questo rapporto vive il suo passaggio definitivo. È l’anno in cui Terranova, chiusa definitivamente la sua significativa esperienza politica di Deputato al Parlamento, decide di fare domanda per rientrare in Magistratura. Il suo obiettivo è arrivare a dirigere l’Ufficio Istruzione. Il permesso di rientrare gli viene accordato, ma con il ruolo,  propedeutico a quello cui Terranova aspirava, di Consigliere presso la Corte d’Appello. È però anche un anno tragico, scandito da omicidi “eccellenti” che insanguinano le strade di Palermo e opprimono la città in una cappa irrespirabile di omertà, di paura, di terrore.
Il 26 gennaio viene ammazzato il giornalista Mario Francese. Un mese più tardi è la volta del segretario provinciale della Democrazia Cristiana Michele Reina. Poi, nel mese di luglio, tocca al capo della Squadra Mobile, Giorgio Boris Giuliano. Terranova, e con lui Mancuso, sanno di essere nel mirino. Sanno che Cosa nostra li ha nel mirino sin da quando, nel 1970, il giudice era riuscito a ottenere in appello una condanna all’ergastolo per Luciano Leggio, potente boss dei corleonesi. Sanno che quell’affronto Leggio non glielo ha mai perdonato. E quando si fa concreta la possibilità che Terranova vada a ricoprire l’incarico di capo dell’Ufficio Istruzione a Palermo, i vertici della Cupola decidono che è il momento di agire: il 25 settembre 1979.

A Lenin Mancuso, il Comune di Rota Greca, nel 1994 ha dedicato la "Piazza Lenin Mancuso". L'Amministrazione comunale, inoltre, prende parte alla commemorazione ufficiale che si tiene in Palermo il 25 settembre.

Ulteriori Informazioni

https://www.poliziadistato.it/statics/02/mancuso-.pdf

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