Descrizione
Il nostro borgo è caratterizzato da una vita scandita da ritmi lenti e tradizioni antiche, con il profumo di legna e la campana della Chiesa ed è noto per il suo legame con la terra e la tradizione, dove l’olio d’oliva locale (produttori di un olio dal gusto caratteristico ed originale) e le castagne (predominante la celebre la qualità di castagna “ ‘nzerta ” – castagna più grossa e lucente – che si distingue chiaramente dalle altre due cultivar “riggiola” - quella maggiormente usata per il consumo quotidiano - e la “curcia” orientata più al mercato industriale) sono prodotti peculiari. Una zona rurale dove queste due colture tipiche sono molto diffuse e rappresentano un elemento fondamentale della cultura locale e del paesaggio che offre un susseguirsi di ambienti che vanno dai pascoli e castagneti di alta quota agli orti ed agli uliveti di valle, creando una ricca peculiarità di contrasti si caratterizza per un’integrazione armoniosa tra l’ambiente collinare o montano (con i castagneti) e il clima più mite che favorisce la crescita degli ulivi. Durante la stagione della raccolta, in autunno, è, inoltre, bellissimo passeggiare addentrandosi nei colorati castagneti. Anche le tradizioni culinarie sono dunque legate alla terra, dove proprio l’olio d’oliva locale e le castagne arrostite costituiscono le specialità del posto.
La castagna, in particolare, non solo a Rota Greca, ma anche in buona parte della Calabria, ha rappresentato, fino a non molti anni fa, l’alimento base per il sostentamento della popolazione, per l’elevato valore nutritivo; veniva usata anche come farina per la panificazione (il famoso Pane dei Poveri). Dai primi anni del precedente decennio i castagneti, tutti, sono stati infestati da un insetto galligeno originario della Cina che li ha danneggiati gravemente, causando il deperimento dei rami, la riduzione della fruttificazione e il diradamento della chioma. Ad ogni modo grazie ad interventi pianificati e non di lancio di Torymus sinensis (antagonista naturale) si è cercato di contrastare biologicamente l’infestazione e, a distanza di circa dieci anni si iniziano a riscontrare i primi segnali di ripresa.
Il patrimonio culturale e sociale delle castagne e delle olive è cerimoniato con il Festival d’Autunno che ogni anno si organizza nel centro storico cittadino e che consente di vivere convivialmente le gioie semplici della vita locale.
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